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Sono anni, ormai, che l ’area delle “pescherie” è interessata a progetti di riqualificazione ambientale, anche se con progetti e prospettive diverse da parte delle amministrazioni in carica nell’ultimo decennio. Si discute dell'ipotesi di rimuovere le pescherie dall’attuale ubicazione posta sul lungomare, di fronte al pontile.
 Così nelle sale Comunali, si sono incontrati il prefetto Antonio Reppucci, il comandante della Capitaneria di Porto di Corigliano, capitano di fregata Massimo Seno, il comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Sibari, capitano Antonio Taccardi, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Corigliano, capitano Raffaele Ruocco, il maresciallo Natale La Bianca della Stazione carabinieri di Trebisacce e il maresciallo Rosario Lanza, responsabile del locale Ufficio marittimo, il sindaco Mariano Bianchi e l’intera giunta comunale, l’ingegnere Imbrogna, responsabile dell’Ufficio tecnico ed il presidente della cooperativa pescatori, Pasquale Colucci, già maresciallo responsabile dell’Ufficio locale marittimo di Trebisacce. Presenti anche i proprietari delle pescherie, alcuni dei quali rappresentati dall’avvocato Franco Mundo che ha ritenuto intimidatoria la presenza dei vertici delle forze dell’ordine.
Ricordiamo che lo scorso luglio erano state emesse, dall’amministrazione comunale, le ordinanze contenenti le ingiunzioni di sgombero, notificate agli interessati a seguito di accertamento di “occupazione abusiva di suolo demaniale”. Accertamenti, con relative contestazioni di reato, eseguiti dalla Capitaneria di Porto di Corigliano che, nel marzo 2008, per intervenuto trasferimento di delega da parte della Regione ai Comuni sulle competenze in materia demaniale, comunicava all’amministrazione comunale di Trebisacce “la notizia di reato” affinché si provvedesse “ad adottare i provvedimenti di competenza”. Alle ordinanze di sgombero si opposero, attraverso ricorso al Tar della Calabria, due proprietari di pescherie. Con sentenza del 19 novembre 2009, il Tar rigettò le istanze che si opponevano al provvedimento di sgombero. Di fatto, rigettando le istanze di sospensiva, il Tar ha confermato la esecutività delle ordinanze di sgombero di locali e aree interessate al provvedimento emesso dall’amministrazione comunale, a firma del sindaco Mariano Bianchi. L ’amministrazione Bianchi, dopo aver ricevuto la segnalazione della Capitaneria di Porto nel marzo 2008 e prima di avviare l’iter procedurale con l’ingiunzione di sgombero (luglio 2009), ha tentato la via della conciliazione attraverso incontri con i titolari delle pescherie al fine di trovare un accordo. Ciò perché, comunque, le pescherie rappresentano attività produttive che danno lavoro e, come tali, vanno tutelate. Lunedì scorso, dunque, l’ultimo incontro di mediazione-conciliazione che porterà, comunque, all’abbattimento delle strutture definite “pescherie” ed alla conseguente riqualificazione dell’area.
Comunque, per il momento, le pescherie rimarranno al loro posto, fino a quando non saranno resi idonei alcuni locali all’interno del mercato coperto, destinato ad ospitare, sempre provvisoriamente e in attesa di una sistemazione definitiva, le pescherie, intese come magazzini per lo stoccaggio e la conservazione del pescato. Pare che il termine ultimo e perentorio concesso dal prefetto Reppucci, sia la fine di settembre prossimo. Dopo di che, gli stabili adibiti a pescherie saranno abbattuti per far posto ad un’area riqualificata. Se cio' accadesse ve ne daremo notizia!
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