Demografia e dati statistici

BILANCIO DEMOGRAFICOINCIDENZA MASCHI, FEMMINE E STRANIERI

Trebisacceè un comune litoraneo situato in Calabria (Italia) nella provincia di Cosenza a 73 metri dal livello del mare. Il suo territorio è pianeggiante ha una superficie di circa 26,7 chilometri quadri e una popolazione di 9405 abitanti nel 2010. La densità demografica è pari a 361.73 abitanti per chilometro quadrato. Gli abitanti di Trebisacce sono conosciuti con il nome di trebisaccesi.

Il territorio del comune confina con quelli di Albidona a nord ovest, di Plataci a sud ovest, e di Villapiana a sud, mentre ad est è limitato dal Mar Ionio.

Codice Istat: 078150 – Cap: 87075
Abitanti: 9.405 (Istat 2010)
Pop. straniera residente: 622 (Istat 2010)
Superficie: 26,65 kmq
Densità demografica: 353 ab/kmq
Comune Litoraneo
Altitudine centro: 73 m s.l.m.
Lat: 39°51’56” N – Long: 16°31’52” E
Zona climatica: C – Zona sismica: 2

 

 

Popolazione (n.) 9.405
Famiglie (n.) 3.649
Maschi (%) 48,7
Femmine (%) 51,3
Stranieri (%) 5,7
Età media (anni) 44,1
variazione % media annua
(2004/2010)
+0,47

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Evoluzione demografica
 
 
 
 
 Dialetto
 

Il dialetto locale appartiene al dialetto calabro-lucano, e più precisamente all’area Lausberg, un’area linguistica estremamente conservativa studiata appunto dal glottologo tedesco Heinrich Lausberg.

Quest’area rappresenta delle analogie dialettali con il sardo, avendo avuto una latinizzazione tardiva, per il persistere della lingua greca, a causa della sua collocazione in una zona di rilievi tra le piane di Sibari e di Metaponto. L’influsso linguistico del greco si rafforzò in seguito al dominio bizantino nell’alto medioevo. La latinizzazione tardiva comportò inoltre alla conservazione di elementi latini in quantità molto maggiori rispetto agli altri dialetti romanzi.

Altri influssi furono dovuti alle successive dominazioni storiche (lingua siciliana con diversi prestiti linguistici dal franco-normanno all’epoca di Federico II e lingua napoletana, in seguito all’appartenenza al regno di Napoli a partire dall’epoca angioina). Il dialetto locale subì quindi importanti modifiche, modificando radicalmente la grammatica e avvicinandosi maggiormente alla famiglia dei dialetti napoletani piuttosto che a quella siciliana e aggiungendo nuovi vocaboli, tra cui molti prestiti linguistici catalani e castigliani dovuti sempre a motivazioni storiche. Alcuni vocaboli arabi provengono dalle incursioni dei pirati saraceni lungo la costa: da essi deriva il nome alla fiumara maggiore del paese (il “Saraceno”) 

 
 
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