Fermati 6 presunti affiliati a una cosca emergente: imponevano tangenti a commercianti e avevano come obiettivo una caserma dei Carabinieri di Trebisacce.

Fermati 6 presunti affiliati a una cosca emergente: imponevano tangenti a commercianti e avevano come obiettivo una caserma dei Carabinieri di Trebisacce.

Un’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nell’alto Ionio Cosentino ha portato al fermo di sei presunti affiliati a una cosca emergente.

I fermati di oggi, sono Domenico Armentano, 36 anni, di Cassano Ionio, Francesco De Leo, 57 anni, di Plataci, Antonio Farina, 44 anni, di Amendolara, Giuseppe Lo Fiego, 57 anni, di Trebisacce, Federico Salmena, 56 anni, di Cassano Ionio, e Francesco Ugolini, 36 anni, di Trebisacce.

Durante la conferenza stampa, tenuta nel Comando provinciale die carabinieri di Cosenza, è stato sottolineato che il gruppo era in effetti una vera cosca emergente dell’area, che imponevano tangenti a commercianti e imprese con intimidazioni, attentati con esplosivi e bottiglie incendiarie.

Per l’accusa, progettavano anche un attentato alla caserma dei carabinieri di Trebisacce. La Dda di Catanzaro ha disposto l’ordinanza per associazione mafiosa, estorsione, rapina, detenzione di esplosivo e danneggiamento.

RISCHIO ERA IMMINENTE. Il progetto di attentato alla caserma, scoperto dai militari grazie alle intercettazioni, era prossimo ad essere messo in atto. Motivo per cui la Dda ha emesso in via d’urgenza i provvedimenti di fermo, eseguiti nel corso in un’operazione coordinata personalmente dal comandante provinciale dell’Arma di Cosenza, Francesco Ferace.

LA COSCA ‘INFASTIDITA’. Le indagini erano iniziate a inizio dicembre dopo una serie di attentati a scopo estorsivo nella zona di Trebisacce e Villapiana, nell’alto Ionio Cosentino. Oltre alle indagini nei confronti dei fermati, i carabinieri hanno intensificato il controllo del territorio ed avviato un’opera di convincimento delle vittime a collaborare. Sarebbero state proprio queste attività a “infastidire” la cosca, che aveva così pensato di rispondere con un attentato, probabilmente dimostrativo, contro i carabinieri.

I sei fermi sono stati tutti eseguiti nella nottata.

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