Martedì 17 aprile, Giovanni Pascoli riletto nei Licei di Trebisacce e Oriolo(CS)

PIERFRANCO BRUNI E MARILENA CAVALLO
PIERFRANCO BRUNI E MARILENA CAVALLO

Martedì 17 aprile, Pascoli riletto nei Licei di Trebisacce ed Oriolo con “Nel mare diCalipso” di Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo.

Oltre il “nido” e le biografie: un poeta nella modernità sul filo della cultura araba, induista, indiana nella tradizione greco – latina. Una rilettura autorevole e coraggiosa.

Il Liceo Scientifico di Trebisacce (Cosenza), le Sezioni Associate del Liceo Classico e il Liceo Classico di Oriolo rendono omaggio a Giovanni Pascoli a Cento anni dalla morte in un incontro di studi organizzato, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, grazie allo studio autorevole e innovativo: “Nel mare di Calipso. La dissolvenza omerica e l’alchimia mediterranea in Giovanni Pascoli” (Pellegrini editore) di Pierfranco Brini e Marilena Cavallo. 

Il Convegno ha per tema opportunamente il titolo del saggio di Bruni e Cavallo e si svolgerà nell’Aula Magna del Liceo di Trebisacce il prossimo 17 aprile alle ore 17,30. relazioneranno lo storico e Dirigente scolastico Tullio Masneri, lo scrittore e docente di filosofia Gianni Mazzei, il critico letterario Giorgio Delia, il docente Bruno Mandalari. Concluderanno i lavori i coautori Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni. 

La Serata Pascoli vedrà protagonista la scuola attraverso letture e manifestazioni di teatro aperto sugli scritti di Pascoli degli allievi Franco Cioffi, Franco Franco, Adolfo De Santis, Emilia Filardi, Angelica Aurelio. L’incontro sarà coordinato dal giornalista Franco Maurella. 
Gli aspetti antropologici e letterari nelle opere di Pascoli sono elementi “rivoluzionari” che il saggio di Bruni e Cavallo ha posto all’attenzione con eleganza e intelligenza critica. Questo è anche uno dei motivi del successo di questo lavoro presentato in molte città italiane ed estere e in vari Programmi della Rai e costituisce un riferimento anche per gli studi pascoliani in ambito istituzionale. Tanto che la ricerca è parte integrante del Progetto sul “Plurilinguisto di Pascoli” del MiBAC, curata da Pierfranco Bruni, come è stato sottolineato, recentemente, in un convegno svoltosi a Roma per conto del MiBAC. 
Un studio innovativo e coraggioso, lo ha definito la studiosa e Ordinaria di Letteratura Italiana Annamaria Andreoli e ha focalizzato l’importanza della ricerca proprio sul filone di un Pascoli che diventa moderno alla luce del concetto di Mediterraneo e sul piano del versante “politico”. Un Pascoli che deve uscire dagli schemi ottocenteschi per offrirlo ad un modello di cultura articolata. 
Ed è l’unico saggio, ha dichiarato Francesco Mercadante, apparso negli ultimi anni che ha la capacità di uscir fuori dal biografismo e dalle visioni scontate dei “nidi” per intavolare un discorso estetico, poetico e filosofico del Novecento europeo. 
Infatti l’apertura del tema del Convegno punta i riflettori su due termini forti “la dissolvenza omerica” e “l’alchimia mediterranea”. 
“Nel Pascoli che innova, dichiara Pierfranco Bruni, c’è la cultura islamica, il mondo indiano, il vissuto arabo oltre alla ormai consolidata visione classica del mondo greco – latino. Ma la poetica del fanciullino parte da una considerazione sulla contemplazione induista all’interno di un rapporto tra Occidente ed Oriente. La sua modernità non sta nel nido, nel moralismo che non c’è, nel grido della cavalla. Vive in quel suo mediterraneo che anticipa storicamente il nazionalismo e si tuffa nella inquietante cultura esoterica. Bisogna avere il coraggio di andare oltre il Pascoli del consumismo anticrociano o del processo rondiano. C’è un Pascoli tutto da rileggere ma occorrono strumenti consoni ad una critica che sa legare l’interpretazione letteraria con quella antropologica senza mai dimenticare le questioni storiche risorgimentali e nazionaliste. Il poeta non è quello prettamente scolastico. C’è un Pascoli vitale nelle culture europee e mediterranee che bisogna oggi necessariamente proporre. Occorre rileggerlo e ricontestualizzarlo”. 
Il Convegno di Trebisacce si porrà davanti a queste realtà con una prospettiva fortemente comparata e questo è il segno di una valenza di studi che sa guadare con attenzione alla cultura moderna senza dimenticare il valore della tradizione. 

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