Oggi i funerali della ragazzina assassinata a Corigliano Calabro

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Scuole superiori chiuse ieri a Corigliano Calabro (Cosenza) e un corteo degli studenti  in segno di lutto per l’omicidio di Fabiana e per testimoniare la vicinanza a Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa da un coetaneo (D.M., compirà diciotto anni ad agosto), per motivi passionali.

 Gli studenti, tra cui i compagni di Fabiana, hanno organizzato un corteo che si è snodato per la città arrivando sotto la casa della famiglia della ragazzina.

I compagni di scuola indossano un nastro rosso, “il colore dell’amore, che vogliamo portare per ricordare Fabiana”. “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”, è scritto su un altro striscione. E su un altro ancora: “No al femminicidio”. In testa al corteo una studentessa con un bouquet di fiori che è stato deposto all’imbocco della stradina alla fine della quale è stato trovato il cadavere di Fabiana. Nello stesso punto, dove il corteo ha sostato alcuni minuti, sono stati lasciati anche alcuni palloncini bianchi a forma di cuore.

Fabiana Luzzi
Fabiana Luzzi

Tra lacrime e applausi il corteo degli studenti è giunto sotto casa dei familiari dove, dal balcone al secondo piano, la mamma, circondata da amiche della ragazza e
familiari, ha urlato: “Fabiana quanta gente ti voleva bene, solo uno ti odiava. Come era bella mia figlia – ha poi aggiunto – ora non posso più vederla, devo solo ricordarla attraverso di voi”.

Nei suoi ultimi istanti di vita Fabiana Luzzi ha lottato con tutte le sue forze, cercando di restare aggrappata alla vita. Ferita gravemente dal fidanzato, la ragazza ha tentato di togliergli di mano la tanica di benzina con la quale lui intendeva darle fuoco

E proprio sotto la pressione delle domande del pm della Procura di Rossano Maria Vallefuoco, che ha interrogato Davide su delega della Procura dei Minori, alla presenza dei legali di fiducia e dei carabinieri, il ragazzo ha raccontato di avere accoltellato la ragazza al culmine dell’ennesimo litigio e di averla bruciata, cospargendola con benzina, quando era ancora viva.

Intanto emergono elementi sempre più inquietanti dell’episodio, con i precedenti burrascosi del rapporto tra Davide M. e Fabiana, che la famiglia aveva cercato di interrompere vanamente.

Famiglia che ha atteso, vanamente, il ritorno della figlia, sperando in un allontanamento volontario, come era già avvenuto in passato, fino alla scoperta del tragico epilogo.

Fabiana si è difesa strenuamente.

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La sua reazione emerge dal racconto dell’assassino che sabato pomeriggio è crollato dinanzi alle domande incalzanti dei carabinieri e del pm.

 

 

Il procuratore Beniamino Calabrese e il suo sostituto Simona Tartaglia ieri hanno firmato un decreto di fermo nei confronti del diciassettenne per omicidio volontario aggravato.

Il ragazzo, che ha indicato ai militari in luogo del dramma, ha spiegato d’essere andato a prendere Fabiana all’uscita di scuola col suo scooter venerdì mattina poco dopo le 13:30, per chiarire l’ennesima lite legata a gelosie da adolescenti.

Lei non voleva salire, ma alla fine s’è convinta di fronte alle insistenze del ragazzo. Un gesto di buon cuore che le è costato la vita.

Si sarebbero appartati in località Chiubbica di Corigliano, cominciando a discutere. Ma presto il dialogo si sarebbe acceso, coi due che si sarebbero rinfacciati delle piccole infedeltà.

Il presunto omicida ha raccontato che Fabiana lo avrebbe offeso, accendendo la sua rabbia sfogata, è stato possibile ricostruire con una ispezione su quel che rimaneva del cadavere, con almeno venti coltellate inferte alla ragazza.

Fabiana non era morta ma il fidanzato, ormai in stato confusionale, sarebbe salito sullo scooter lasciandola tra l’erba alta e i rovi della campagna alla periferia della cittadina vagando per un’oretta con suo scooter.

In questo frangente un’amica di Fabiana l’avrebbe incontrato e lui, forse per crearsi un alibi, le avrebbe chiesto se avesse visto la quindicenne. Ma la compagna le ha risposto osservando che era andata via da scuola assieme a lui.

Ormai completamente incapace di muoversi con raziocinio, il giovane, almeno così hanno ricostruito gli inquirenti, avrebbe deciso di tornare in contrada Chiubbica per chiudere definitivamente il dramma con un epilogo agghiacciante.

Così, per strada, si sarebbe fermato a prendere un po’ di benzina. Quando s’è trovato nuovamente di fronte a Fabiana, la ragazzina era agonizzante ma ancora viva. Questo lo ha raccontato lui stesso ai carabinieri. Nonostante lo implorasse di aiutarla di non lasciarla morire, le avrebbe versato addosso il carburante dandole fuoco e guardandola bruciare tra i lamenti. E poiché il rogo era visibile dalla stradina che correva di fianco allo spiazzo in cui s’erano appartati, avrebbe trascinato il corpo in una boscaglia. In questa occasione si sarebbe ustionato le mani e il volto, tanto da dovere ricorrere venerdì sera alle cure prima dell’ospedale di Corigliano e poi del centro grandi ustionati di Brindisi, da dove è stato fatto tornare nella notte, quando, dopo la denuncia di scomparsa di Fabiana da parte dei genitori, gli investigatori hanno cominciato a sospettare di quel ragazzino agitato che aveva raccontato d’essersi bruciato con la marmitta dello scooter.

I funerali della 16enne si svolgeranno oggi

Sono centinaia, intanto, i messaggi lasciati sulla pagina Facebook in memoria di Fabiana Luzzi, con amici, conoscenti e non che scrivono da tutt’Italia.

fonte:web

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