DUE SCOSSE DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 4.3 E 3.2 NEL COSENTINO. NESSUN DANNO ACCERTATO

Terremoto nel pollino
Terremoto a Castrovillari

Due scosse di terremoto di magnitudo 4.3 e 3.2 sono state registrate rispettivamente alle 3:06 e alle 3:32 al confine tra Calabria e Basilicata. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il primo sisma ha avuto ipocentro a 3 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni cosentini di Castrovillari, Morano Calabro, San Basile e Saracena; la seconda ipocentro a 8 km ed epicentro vicino ai comuni potentini di Rotonda e Viggianello e quello cosentino di Morano.

Tra le due scosse ne è stata registrata una terza di minore intensità, magnitudo 2.1, alle 3:29, con ipocentro a 6,8 km di profondità ed epicentro vicino Viggianello, Morano e San Basile.

 Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano danni a persone o cose.

Questa zona è sottoposta da mesi a uno sciame sismico che si è manifestato con notevole frequenza nel mese di gennaio scorso, quando si è arrivati a registrare oltre cinquecento scosse in una sola settimana. Sempre a gennaio, la Giunta regionale della Calabria, su proposta del presidente, Giuseppe Scopelliti, di concerto con il sottosegretario alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Franco Torchia, ha deliberato di richiedere al Governo nazionale il riconoscimento dello stato di attenzione per il potenziale pericolo in atto e la conseguente emanazione di una specifica «Ordinanza di Prevenzione» per i Comuni di  Mormanno, Laino Borgo, Castrovillari e Laino Castello. 

I terremoti, come alluvioni non sono eventi dovuti alla fatalità, ma sono dati legati alla storia ed alle caratteristiche geostrutturali della Calabria. A differenza del resto della catena appenninica, l’Arco Calabro è costituito da antichissime rocce cristalline come i graniti e sottoposte, da milioni di anni, a movimenti vari e sollevamento dell’ordine di molti centimetri all’anno. I connotati del paesaggio calabrese sono segnati da enormi fratture a Graben ed Horst legate a imponenti processi di geotettonica ancora in atto; processi di rapida trasformazione con terremoti, tsunami, alluvioni e frane che, tra l’altro, da sempre rendono difficile il “governo del Territorio” 
L’alta sismicità della Calabria in pratica è una delle manifestazioni dei rapidi processi di evoluzione geologica in atto nella regione e nel centro del Mediterraneo. E poiché i processi geologici, com’è noto, durano milioni di anni, è evidente che terremoti distruttori (come ad. es. quelli del 1638, 1783, 1888, 1905, 1908 che hanno gravemente colpito tutti i 409 comuni della nostra regione) continueranno a scuotere la Calabria ancora per molto tempo. Così com’è altrettanto evidente che più ci si allontana dall’ultimo forte evento sismico, più aumentano le probabilità del suo ripetersi. 
L’elevata sismicità, le condizioni di degrado del patrimonio edilizio (la Calabria è la regione italiana con il patrimonio edilizio più degradato e meno resistente alle sollecitazioni prodotte dai sismi), il dissesto idrogeologico e, non ultima, la carenza di adeguati Piani comunali di Protezione Civile, sono i fattori che rendono estremamente elevato il rischio sismico in Calabria. 

In queste ore caratterizzate dagli eventi sismici del Nord Italia, tornano di scena le profezie diRaffaele Bendandi, l’uomo che cercava di predire i terremoti attraverso teorie astronomiche.

Recentemente una presunta profezia parlava di un terribile terremoto a Roma che si sarebbe dovuto verificare nella capitale nello scorso 11 Maggio. In realtà, l’associazione presieduta da Paola Lagorio, la Bendandiana, smentì categoricamente la notizia prima di tale presunto evento, affermando che nelle sue carte non erano presenti previsioni inerenti un sisma a Roma, né tantomeno previsioni legate al 2011 per la nostra penisola.

Da quanto si leggerebbe in alcuni suoi documenti invece, avrebbe previsto dei terribili eventi per il 2012, anche in relazione alla nostra penisola: “Il 5 e il 6 aprile 2012 una nuova serie impressionante di sismi colpirà l’intero pianeta e l’Italia potrebbe essere tra le zone più terremotate”.

Una previsione molto dettagliata per quanto riguarda l’arco temporale, ma molto generica in relazione al luogo, fattore comune delle sue previsioni. Ma chi era Raffaele Bendandi? Bendandi era uno pseudoscienziato le cui teorie non sono mai state prese in considerazione dalla comunità scientifica. Le sue previsioni infatti erano prive di qualsiasi riscontro oggettivo e l’interazione con i corpi celesti di cui parlava non è mai stata approvata, quantomeno non in maniera così evidente da poter scatenare forti eventi tellurici. Nacque a Faenza il 17 Ottobre 1893, e si appassionò allo studio dei terremoti dopo il terribile evento che flagellò lo stretto di Messina nel 1908. Fu un autodidatta, e le basi della sua teoria parlavano di effetti gravitazionali  provocati dalla Luna sulla crosta terrestre.

In occasione del terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, si accorse che il 27 ottobre dell’anno precedente aveva lasciato un appunto in cui prevedeva che si sarebbe verificato. Più tardi, il 23 novembre 1923 davanti al notaio di Faenza decise di mettere a verbale una “profezia”: il 2 gennaio 1924 si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. Bendandi sbagliò di soli due giorni. Tuttavia il Corriere della Sera gli dedicò la prima pagina, chiamandolo “colui che prevede i terremoti”. Anche il terremoto del Friuli nel 1976 fu previsto dal sismologo, che tentò di avvisare le autorità senza essere ascoltato. La sua vita si spense in circostanze misteriose il 3 Novembre 1979. Nonostante alcune presunte previsioni azzeccate o quantomeno sfiorate, l’idea comune di questo ricercatore è che le sue teorie non abbiano un valore scientifico oggettivo. Inoltre, la presenza di varie teorie cospirative e il volere a tutti costi scenari apocalittici, spesso ingigantiscono o addirittura distorcono possibili sue previsioni, come nel caso del Maggio 2011. Siamo di fronte all’ennesima bufala o ad una possibile profezia? Seguiremo questa ennesima notizia e ci informeremo in merito ai carteggi originali di Raffaele Bendandi, l’uomo che prevedeva i terremoti.

Fonte Meteoweb.eu *di 

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