Tragedia a Fiumicino: Tre uomini, residenti ad Albidonia (CS), sono stati vittima di un’intossicazione alimentare letale per due di loro, mentre il terzo è ricoverato in gravi condizioni.

Tragedia a Fiumicino: Tre uomini, residenti ad Albidonia (CS), sono stati vittima di un'intossicazione alimentare letale per due di loro, mentre il terzo è ricoverato in gravi condizioni.

È stato il monossido di carbonio e non il cibo avariato a uccidere due persone a Fiumicino, in una villetta a Torrimpietra in via Riserva del Pascolaro.

 La conferma arriva dal dipartimento di Emergenza e Accettazione del Policlinico Gemelli di Roma, che ha in cura il figlio di una delle vittime, soccorso ieri in gravissime condizioni.

Il giovane, riferiscono fonti sanitarie dell’ospedale, “e’ sottoposto a un trattamento intensivo per intossicazione da monossido di carbonio. Le sue condizioni sono stabili ma la prognosi permane riservata”.

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Inizialmente si era pensato che i tre fossero stati vittime di un avvelenamento da botulino, ma la presenza nella casa di un braciere, trovato però spento dai soccorritori, aveva fatto avanzare anche la seconda ipotesi, ora confermata. Questa la causa che avrebbe determinato la morte di Domenico Paladino e Francesco Paladino, di 57 e 50 anni (zio e nipote) trovati privi di vita nella loro abitazione.

I tre uomini avrebbero consumato insieme una cena a base di carne, insalata e cibi conservati artigianalmente.

Il mattino seguente i vicini di casa, anch’essi calabresi, si sono recati nella loro abitazione trovando i tre uomini riversi perterra.

All’arrivo dei sanitari del 118 Domenico e Francesco Paladino erano già morti, il giovane Leonardo è stato portato all’ospedale di Bracciano e poi trasferito d’urgenza al policlinico Gemelli di Roma.

 In un primo momento si era pensato al botulino, o comunque ad una intossicazione alimentare da cibo mal conservato, ma i sanitari del Gemelli, circa il giovane Leonardo, hanno escluso l’intossicazione da botulino. «Non esiste alcun elemento che faccia sospettare un’intossicazione da botulino» così si sono espressi i sanitari del Gemelli, indicando che il giovane Leonardo è ricoverato per intossicazione da monossido di carbonio. E proprio il monossido di carbonio potrebbe essere la vera causa del decesso dei due uomini di Albidona, ma al momento non è possibile fare nessuna ipotesi circostanziata. In un primo momento si credeva all’intossicazione da cibo avariato o mal conservato, poi al botulino, che annida facilmente le conserve sott’olio che non vengono trattate secondo ferree norme igienico-sanitarie. Ora però sembra farsi largo l’ipotesi di una intossicazione ambientale più che alimentare. Domenico Paladino era un medico, il nipote Francesco faceva il barista allo Stadio Olimpico.

Veniamo dunque alla sequenza dei fatti così raccontata dal Giornalista di Repubblica: Attorno alle 22 Domenico, il figlio Leonardo di 23 anni (l’unico superstite) e Francesco, tutti e tre originari di Albidona (Cosenza) cominciano a cenare nel casolare isolatissimo di Torrimpietra, sperduto in mezzo alle campagne romane, anche se la sua residenza ufficiale risulta essere in via Corti, in un quartiere chic della capitale. I tre consumano un lauto pasto a base di carne cruda, sottaceti fatti artigianalmente e dell’insalata, accompagnati da una bottiglia di vino. Qualche ora dopo aver terminato la cena i tre cominciano a sentirsi male e attorno alle due e trenta del mattino Leonardo chiama col suo cellulare il 118. “Mio padre e un mio parente si sono sentiti male. Ci trovate a questo indirizzo”, ma prima di chiudere lascia un nominativo diverso dal suo. Dice di chiamarsi Leonardo Vaglia. L’ambulanza parte e malgrado l’indirizzo preciso hanno difficoltà a trovare il posto. Fanno una decina di tentativi nei casali della zona, accendono la sirena per farsi sentire dai pochi abitanti e chiamano incessantemente, per almeno 20 volte di seguito, il numero di Leonardo, senza ricevere risposta. Un uomo si affaccia alla finestra e dichiara che lì, a quell’indirizzo, non c’è nessuno che si chiama Vaglia.

L’ambulanza allora rientra alla centrale. Alle 11 un amico dei tre, preoccupato perché non riceveva risposte, va al casale, vede la scena, carica sulla macchina il ragazzo, svenuto, e lo trasporta all’ospedale di Bracciano. Nel pomeriggio Leonardo viene trasferito al Gemelli dove i medici spiegano: “non esiste alcun elemento che faccia sospettare un’intossicazione da botulino”.

Resta dunque un mistero la causa della morte di Francesco Paladino e di suo zio. Solo le indagini dei carabinieri potranno risolvere il giallo.

Fonte:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/03/24/news/due_morti_intossicati_giallo_a_fiumicino-55245582/

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